La Puglia racconta: intervista all’ illustratrice Silvia Crocicchi

Dopo la pausa estiva riprende l’appuntamento mensile in collaborazione con La Puglia racconta e i suoi illustratori, pugliesi e non! Ospiti del mio formicaio per chiacchierare e curiosare tra colori, pennelli, progetti e idee.

E non poteva esserci ospite più adatto, per la ripresa di questa rubrica alla quale tengo molto.

Silvia Crocicchi, classe ’83, nasce e vive a Bracciano dove lavora come illustratrice e grafica da quindici anni.

Con Silvia è nata immediatamente una sintonia. Sarà perché è una entomologa mancata? Insetti a parte, Silvia è una donna, una madre e una professionista entusiasta del suo lavoro, curiosa, appassionata e piena di risorse.

I suoi lavori, custodi di sogni e colori, sono un allegro e sensibile viaggio nel mondo dell’infanzia, così delicati e leggeri come solo il mondo bambino sa esserlo e Silvia, questo mondo, riesce ad interpretarlo molto bene!

Ecco qui la nostra chiacchierata, mettetevi comodi!

Silvia, benvenuta nel Formicaio! Accomodati pure e raccontaci come hai conosciuto La Puglia racconta e che valore ha, nel tuo lavoro, collaborare e confrontarsi con altri colleghi.

Ciao e grazie mille per avermi invitata a far visita al vostro formicaio! Era una vita che sognavo di entrare in una di queste splendide costruzioni di ingegneria naturale. Dovete sapere che da bambina volevo fare l’entomologa e la colpa era tutta delle formiche… ah ma qui c’è anche una libreria? Che libri leggono le formiche…? Ho conosciuto LA PUGLIA RACCONTA sul quel macrocosmo che sono le reti sociali. I colleghi per me sono proprio come le formichine: si lavora tutti insieme confrontandoci e sostenendoci a vicenda. Allora si che il formicaio funziona!

Per quali percorsi e cammini sei approdata nel mondo dell’illustrazione e della grafica?

Sarei banale se dicessi che disegno da quando sono bambina (perché tutti i bambini lo fanno ;D) ma come vi ho già detto i miei programmi erano altri: ho sempre amato gli animali e il mondo degli insetti ed è per questo che ho scelto il Liceo scientifico come scuola superiore. Subito dopo, il viaggio ha cambiato decisamente direzione, non so dirvi bene perché, a volte la vita è strana, ho iniziato ad appassionarmi alla grafica; si, volevo diventare una grafica pubblicitaria! Cercando le scuole disponibili su Roma sono arrivata al sito dell’ACCADEMIA DELL’ILLUSTRAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE VISIVA: lì avrei trascorso i tre anni successivi studiando Grafica, Impaginazione e Comunicazione, poi ovviamente Illustrazione Editoriale, Pubblicitaria, per l’Infanzia e Illustrazione Naturalistica … insomma, era la scuola per me! C’era proprio tutto quello che soddisfaceva i miei interessi!

Il tuo blog racconta “disegni e disogni di una illustratrice qualunque”. Hai alle spalle più di dieci anni di esperienza, che illustratrice sei? (Io non credo che tu sia una qualunque!)
Quest’anno la mia professione compie 15 anni, è un’adolescente un po’ capricciosa e volubile ma mi fa buona compagnia! Che Illustratrice sono? Direi sicuramente appassionata, amo il mio lavoro in tutte le sue sfaccettature, non mi spaventano nuove commissioni, anzi… sono una sfida e ogni volta un’occasione per crescere. Il destino ha voluto che mi dedicassi maggiormente all’illustrazione per l’infanzia (in particolare quella scolastica) che adoro con tutto il cuore e che mi tiene in contatto con il mio lato bambino, ma tra i miei progetti privati non escludo mai l’illustrazione editoriale che vive di un processo creativo completamente diverso ma altrettanto soddisfacente.

Regala al formicaio: un colore, il titolo di un libro da tenere sempre sul comodino, un artista che ami.
Chiedere ad un illustratore di scegliere un colore è come chiedere ad una mamma di scegliere uno tra i suoi figli!! 😀 E’ una scelta molto difficile, direi il turchese, istintivamente nei miei disegni non manca mai. Tra i libri che mi aiutano quotidianamente ci sono quelli di Austin Kleon, non possono mancare nella libreria di una vera formichina operosa. Un pittore che mi ha sempre ispirato molto è Magritte ma se parliamo di artista in senso lato allora non posso non menzionare Chopin per la musica e tutta la letteratura dell’800.

Hai illustrato diversi albi per bambini, rientra nei tuoi sogni pubblicarne uno tutto tuo?

Sicuramente! Ho diversi progetti nel cassetto di cui sono anche autrice, sono lì che attendono pazientemente… qualcosa sta bollendo in pentola e per il 2021 incrociamo le dita!

Una cosa che mi incuriosisce molto degli artisti: come nasce e si sviluppa una tua illustrazione? A cosa ti ispiri?
Il processo creativo che porta ad un’illustrazione è molto complesso (Parlo per me perché il mio cervello è l’unico con il quale sono in contatto!). A volte l’imput è dato da una canzone, o da una poesia, una frase, una situazione emotivamente coinvolgente. E così nasce l’idea. Poi si passa alla progettazione vera e propria, si dividono lo spazio e gli ingombri su carta, la costruzione e lo scheletro dell’immagine, cosa si vuole comunicare e soprattutto cosa NON si vuole comunicare (l’illustrazione per l’infanzia in particolare ha bisogno di moltissime attenzioni e bisogna analizzare tutti gli aspetti interpretativi quando ci si rivolge a piccole testoline pensanti!). Successivamente c’è la sintesi degli elementi ( la coerenza è ciò che fa lo stile di un autore), poi si passa al colore, per me la parte più divertente!

Sei anche tu mamma di una coetanea della mia formichina, ma dimmi, la tua curiosa tra le tue matite e i tuoi colori? È capitato che fosse proprio lei ad ispirarti inconsapevolmente? (Ma che bello è avere una mamma che disegna tutto il tempo? 😁)
Si! La mia formichina quest’anno ha 6 anni e devo dire che è sempre stata rispettosa dei miei strumenti di lavoro sin da piccolina! Ne usufruisce anche lei naturalmente ma sempre con rispetto! Certamente lei per me è ispirazione pura: senza di lei non sarei quella che sono ora. Purtroppo nel mondo del lavoro che conosciamo oggi la maternità non è accolta come si dovrebbe, stupidamente si dà molto importanza ad aspetti meno rilevanti (come il breve periodo di assenza dal lavoro durante la gravidanza) senza rendersi conto che al rientro una donna che è diventata mamma è arricchita, ha una visione più completa delle cose e può rendere molto di più. Noi donne abbiamo mille risorse! Dicono che per fare i figli ci vuole coraggio ed è vero! Non per crescerli ma per confrontarsi con un sistema che non è a misura di essere umano.

Una cosa che ami moltissimo del tuo lavoro, e una cosa che detesti.
Questo lavoro ha moltissime sfaccettature ed è applicabile in tanti campi, quindi non è mai ripetitivo! E questo mi piace! Quello che non mi piace è il lato burocratico ovviamente 😀

Ti saluto chiedendoti quali sono i progetti che bollono in pentola e quali i tuoi desideri?
Siamo in Autunno e si lavora ai progetti scolastici che in questi mesi assorbiranno tutte le energie. Nel frattempo penserò alla Fiera di Bologna, appuntamento importante, all’aggiornamento del Portfolio e sicuramente continuerò a proporre progetti libro e a scrivere testi. Il mio prossimo desiderio è riuscire a pubblicare un family game di Strategia che ho realizzato questa estate e che vorrei arrivasse sugli scaffali.

Grazie mille per l’ospitalità e un buon lavoro a tutte le formichine laboriose!

Silvia ha donato al formicaio la sua visione di formichina e noi la adoriamo!! Eccola qui!

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