Letture dal piccolo formicaio: Harold e la matita viola (Camelozampa)

Lo ammetto: non conoscevo Harold e la sua matitona viola. Così, quando ho ricevuto la copia tra le mani, la mia curiosità fremeva esattamente come quella di un bambino che scarta un regalo inatteso. Un regalo che Camelozampa ha fatto ai piccoli e grandi lettori italiani riportando questo grande classico nelle nostre librerie, dopo decenni di assenza e per la prima volta in una edizione cartonata di grande formato, nella traduzione di Sara Saorin.

Maurice Sendak lo aveva definito un capolavoro. Harold fu pubblicato per la prima volta negli Usa nel 1955, ha venduto 3 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in 14 lingue. Il “papà” di Harold è Crockett Johnson, fumettista e illustratore americano, papà anche di Barnaby, bimbo protagonista di un fumetto comico satirico pubblicato tra il 1942 e il 1952.

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Harold è già lì in copertina intento a tracciare linee con la sua matita viola. Indossa un pigiamino e ha due grandi occhi vispi e curiosi, nella manina stringe una grossa matita viola. Dopo aver scarabocchiato anche i risguardi, decide di andare a fare una passeggiata al chiaro di luna. La sua matita viola, allora, valica lo spazio e annulla i limiti della pagina bianca. Iniziamo a seguirlo in quella che è la sua storia, una delle tante che magari ogni sera inventa e disegna prima di addormentarsi.

A casa ho una Formichina che mi ricorda tanto Harold. Gironzola per casa con fogli volanti e matite e inventa storie e personaggi che irrompono sulla pagina. La matita non esita, non indugia, scorre in un flusso creativo spontaneo.

Harold traccia strade e scorciatoie, attraversa campi e giunge in una foresta ma …

Non voleva perdersi. Allora fece una foresta piccolissima, con un albero soltanto.          Si scoprì che era un melo.

Sfogliare Harold ci offre la  preziosa opportunità di osservare e  seguire i voli pindarici di una piccola mente, lo sviluppo e la messa in atto del pensiero divergente. Il piccolo Harold è pronto a trovare soluzioni brillanti e creative alle sfide che la storia gli pone, non si arrende e sfrutta ogni possibilità alternativa. In queste pagine, tanto semplici quanto geniali, in quel tratto viola che muta ad ogni pagina, ci sono le emozioni, la logica, la creatività. La foresta finisce in un oceano, una collina diventa montagna. Se si rischia di annegare si torna a galla su una barchetta, se si cade nel vuoto ci si aggrappa ad un pallone che diventa mongolfiera.

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Harold intraprende il viaggio da casa sua ed è a casa sua che vuole tornare, nella sua cameretta. Dov’è la sua finestra? è quello spicchio di luna, unico elemento che lo ha  accompagnato in tutte le pagine, che lo riporta tra le mura di casa, quella luna che osserva dalla finestra della sua camera ogni sera prima di addormentarsi sotto le coperte.

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Harold e la matita viola è un omaggio autentico alla potenza e alla forza dell’immaginazione, della fantasia e ritrovo in quella magica matita viola la stessa vivace, fremente e necessaria esigenza che ha Formichina quando afferra fogli e colori e parte per chissà quali avventure, ogni volta nuove.

Dopo questa uscita, Camelozampa pubblicherà tutti i libri della popolarissima serie di Crockett Johnson e le prossime pubblicazioni saranno “La fiaba di Harold” e “Il viaggio spaziale di Harold”.

I miei complimenti, infine, a Camelozampa che quest’anno si è aggiudicata il BOP  (Bologna Prize for the best children’s publishers of the year), il più importante riconoscimento per un editore di libri per l’infanzia e per ragazzi.

Una vittoria meritata che riconosce il lavoro di qualità e ricerca che dal 2011 contraddistingue questa casa editrice, capace di donare ai suoi lettori inediti e grandi ritorni e riscoperte internazionali, portando in Italia maestri come Blake, Browne, Foreman, Liao.

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