Natale nel formicaio: The Elf on the Shelf

Alzi la mano chi crede fermamente, come me, che la parte più bella del Natale è tutta concentrata  nell’attesa e nei preparativi, nel ripescare gli scatoloni con lucine e decorazioni, nel  profumo di biscotti, zenzero e vincotto, nell’aria gelida e nel tepore delle case, nell’odore di legna bruciata e nelle guanciotte rosse dei bimbi, nelle maratone dei film visti e rivisti e nelle canzoncine e nelle letterine da consegnare.

Qualche mese fa ho scoperto una tradizione anglosassone che sicuramente molti di voi conosceranno e me ne sono letteralmente innamorata. Certo, non è una nostra tradizione ma credo sia bello accogliere e costruire ricordi legati anche ad altre culture. E poi, lo spirito del Natale non si ferma di certo dinnanzi a confini e limiti, no?

Parlavamo di attese e chi meglio di un aiutante di Babbo Natale può accompagnare l’attesa più magica dell’anno?

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The Elf on the shelf (l’Elfo sulla mensola) trae origine da un’antica leggenda che, da ormai una decina di anni, è letteralmente esplosa nei paesi anglosassoni, quando le autrici Carol Aebersold e Chanda Bell pubblicarono, senza molta convinzione, il libro The Elf on the Shelf: a Christmas Tradition. Fu invece e, inaspettatamente, un enorme successo che per fortuna ha continuato a resistere negli anni.

La storia è questa: a partire dal giorno del ringraziamento fino alla vigilia di Natale, giunge nelle case dei bambini un Elfo. La sua missione è quella di controllare i bimbi durante la giornata, stando immobile su di una mensola o un mobile. Scesa la notte, torna al Polo nord per riferire a Babbo Natale l’andamento della giornata del piccolo umano, per poi fare ritorno, nella casa che lo ha adottato, appena sorge il sole. In questi spostamenti, ovviamente, finisce per fare delle marachelle e dei piccoli disastri in giro per la casa, perché si sa, gli Elfi sono dei tipetti vivaci e a volte dispettosi. Molto spesso non riesce a raggiungere in tempo la mensola o il mobile e così, la mattina, appena il piccolo umano si sveglia, verrà colto in flagrante in una delle tante birichinate.

 

Attenzione! Esistono delle regole precise per poter compiere la magia di questa tradizione:

Appena giunge in casa, occorre dargli un nome. L’elfo non va mai toccato ma gli si può parlare e magari raccontargli i nostri desideri (che da bravo riferirà poi a Babbo). Se colto nel pieno della sua marachella toccherà ad un adulto spostarlo di nuovo sulla mensola, in modo da poter vigilare sulle azioni del piccolo umano. Il giorno della vigilia la sua missione sarà terminata e tornerà al Polo nord.

(La parte divertente di tutta questa faccenda è che spetta ai genitori inventarsi ogni giorno la marachella notturna da far scoprire la mattina successiva!)

L’Elfo nel nostro formicaio: ovviamente qui non festeggiamo il giorno del ringraziamento, quindi il nostro Elfo arriverà il 1 dicembre. Il giorno prima apparirà una porticina che servirà all’Elfo per andare e tornare dal Polo Nord e Formichina sarà informata dell’arrivo imminente di un aiutante di Babbo (in realtà, io che fremo più di una bambina, le ho già svelato alcuni dettagli). Il nostro Elfo non sarà un rigido controllore e infatti spiegherò a Formichina che lui è giunto nella nostra casa per poterla conoscere e per aspettare il Natale insieme (ovviamente controllerà le sue azioni ma principalmente sarà una figura amica e non una specie di pettegolo ai servizi di Babbo) e lascerò che lei, se vorrà, potrà abbracciarlo il giorno della sua partenza.

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ecco la sua porticina magica

Il nostro Elfo arriva dall’Uk e l’abbiamo acquistato da Amazon ma in realtà siete liberi di scegliere un qualsiasi Elfo per iniziare questa bella tradizione. Trovo sia una bella tradizione che traduce e racchiude molto bene il clima gioioso dell’attesa del Natale. Come potete constatare la prima ad essere entusiasta sono io e non vedo l’ora di dare il benvenuto al nostro amico dalle orecchie a punta!

Su Instagram esiste un suo profilo ufficiale e soprattutto l’#elfontheshelf raccoglie tutte le sue più esilaranti birbonate tra le mura delle case anglosassoni!

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