“Chi ha paura dei libri per bambini?” Teste fiorite ai Dialokids 2018

Le paure dei bambini e le paure degli adulti, le storie che raccontano le paure ai bambini e le storie delle quali hanno paura gli adulti.

Si è parlato di Paura, e non solo, durante l’incontro di formazione e approfondimento tenuto da Roberta Favia di Teste fiorite in occasione dell’edizione, appena trascorsa, dei Dialokids – I Dialoghi di Trani per giovani lettori.

Chi ha paura dei libri per bambini? 

Si ha paura dei libri quando non si ha una  adeguata preparazione emotiva e cognitiva

Credo sia un presupposto imprescindibile e non sempre scontato. E di libri edulcorati, censurati, vietati e bruciati, ahimè, ne è piena la Storia. (Vedi l’incredibile e assurdo caso, recente, dei libri  di Bianca Pitzorno). L’altro presupposto fondamentale che deve fungere da filo conduttore è quello di imparare a conoscere e riconoscere la qualità dei libri. La letteratura per l’infanzia è colma di stereotipi perché contiene mondi interi, abbraccia diverse fasce d’età e diversi generi  e il campo è talmente vasto da non poterlo racchiudere facilmente. Sfugge e per questo comprenderla e conoscerla non è facile. Quando Roberta afferma, fiera e convinta, che la letteratura per l’infanzia è una vera missione sociale e che fare critica letteraria dedicata ai libri per l’infanzia significa fare critica militante, sta dicendo una sacrosanta verità. La missione inestimabile è quella di “portare avanti l’umanità del lettore” e far crescere un’umanità più empatica.

Per cui, prima ancora di comprendere le paure e le remore che gli adulti possono nutrire nei confronti dei libri per bambini che raccontano storie di paura, occorre lasciarsi guidare sulla rotta giusta: prodotti editoriali di qualità. Professionisti come Roberta che con il suo lavoro guida insegnanti e genitori, blogger e librai possono essere degli ottimi capitani in questa ricerca e conoscenza.

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Nel corso dell’incontro Roberta ci ha fornito ottimi spunti di riflessione, abbiamo sfogliato numerosi albi illustrati, letto insieme e commentato e ci siamo confrontati sulla difficoltà da parte degli adulti di accettare determinati argomenti , che ruotano attorno alla paura, e proporli ai propri figli o ai propri alunni.

Le paure tra le pagine dei libri, ovviamente, le vivono e le percepiscono, spesso ingigantendole, solo gli adulti. Roberta ci ha raccontato, per esempio, un aneddoto riguardo la lettura del divertentissimo “Il Mostro peloso“(edizioni EL): una mamma non trovava opportuno che il mostro volesse divorare la bambina. Io ho letto diverse volte questa spassosa storia (la bimbetta impertinente vince sul mostro eh!) e vi posso assicurare che i bambini, oltre a ridere a crepapelle, si soffermano su ben altro e non di certo sul fatto scontato! che il mostro abbia voglia di mangiare bambini.

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Il mostro peloso

Gli adulti trovano giusto smussare le pagine angoscianti, proteggere i bambini da ciò che può sembrare cattivo, malvagio, tenerli lontani dal buio, dai mostri, dall’ignoto e dal senso di abbandono. Bene, capita anche a me. Ma un buon libro non ha bisogno di schermi e protezioni. Un buon libro saprà accompagnare il bambino nel riconoscimento della paura e attraversandola potrà superarla, esorcizzarla. Le paure andrebbero comprese, non evitate. Senza questo fondamentale processo, mai si cresce e mai si conosce.

In una notte nera” (Babalibri) è un ottimo esempio di come un bambino solo può attraversare la paura delle bestie feroci nel buio di una foresta e può viverla e superarla grazie all’aiuto di un coniglio astuto mascherato. Qui è il libro che accompagna per mano il bambino e gli sussurra di non aver paura.

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Esistono tante sfumature della paura. Non ci sono solo mostri o creature selvagge. Esiste la paura di non rivedere più qualcuno di amato ed è quello che accade nelle bellissime pagine poetiche di Lupo e Lupetto (Clichy edizioni) o nello straordinario “Nel bosco“(Kalandraka) del maestro Anthony Browne, nel quale l’angoscia per l’assenza di un genitore, il senso schiacciante di una perdita raggiunge, infine, la sua catarsi in un abbraccio.

 

 

La paura dell’ignoto, del diverso e il successivo incontro-confronto si incontrano magistralmente, per esempio, in piccoli grandi gioielli come “Cane nero“(Terre di mezzo) o ” Il principe tigre“(Babalibri), in cui i protagonisti che affrontano la paura, dilagante tra gli adulti, sono proprio dei bambini che diventano esempio di coraggio, fiducia e rispetto.

 

 

Abbiamo anche letto “Dentro di me” (Topipittori), libro senza età e senza limiti. Un libro che parla dell’origine di sé,  la storia di un bambino e del suo orco. E uso le parole di Giulia Mirandola, a proposito delle famose remore di noi adulti:

Sì può leggere un libro come questo in una scuola elementare? Sì. E in una scuola materna? Ci si provi. Perché rifiutare l’idea a priori? Dentro me insegna una cosa importante agli adulti che vivono e/o lavorano con i bambini tutti i giorni: che non esistono, in verità, libri impossibili. Ciò che ne rende praticabile o impraticabile la lettura, non sono strettamente il contenuto e la forma, e nemmeno l’età di un bambino. Siamo soprattutto noi.

Poi ci sono i famosi e imprescindibili Happy ending che per fortuna così inevitabili non sono e la casa editrice Minibombo è un’ottima promotrice in questo. Il finale positivo non è così scontato ma vi sorprenderete di come  i bambini assorbono perfettamente questi finali a sorpresa! Altri finali assolutamente geniali perché veritieri sono quelli della Trilogia del cappello (Zoolibri) di John Klassen (il preferito mio e di Formichina è “Voglio il mio cappello“). Un’altra casa editrice, rivolta ad un pubblico di lettori più grandi, che ha fatto della paura la sua poetica editoriale è Pelledoca e il nome racchiude esplicitamente i loro obiettivi.

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Voglio il mio cappello (Zoolibri)

La paura è una emozione sana ed è necessario, da parte di noi adulti, cercare di offrire ai nostri piccoli sostegno e strumenti utili per affrontarla e conoscerla. La paura più grande, come ha sottolineato Roberta, è proprio quella del non conoscere, dell’indifferenza, del non sentire e occorre proteggere i nostri figli dalle paure insensate, dalle paure dettate dall’ignoranza, dalle paure di non potersi esprimere attraverso le proprie idee e la propria voce.

 

 

L’occasione per ascoltare e imparare dall’esperienza di Roberta è sempre preziosa e vi consiglio vivamente di seguire il suo blog e la sua nuova rubrica video nella quale ogni venerdì affronta tematiche interessanti legate alla letteratura per l’infanzia.

E voi avete paura dei libri per bambini?

 

 

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