La Puglia racconta: intervista all’illustratrice Daria Kirpach

Riprende l’appuntamento con le interviste agli illustratori in collaborazione con l’associazione de La Puglia racconta e questo mese l’ospite del formicaio porta con sé un po’ di aria artistica internazionale.
Daria Kirpach, classe ’80, nata a San Pietroburgo, giunge in Italia, dove vive e lavora tuttora, poco più che ventenne per ultimare i suoi studi di arte a Foggia presso l’Accademia delle belle arti. Daria, da sempre dedita all’arte, è una grafic designer e si occupa di progettazione editoriale e grafica, è una illustratrice dell’agenzia americana Salzman art e collabora con clienti del calibro di Save the children, British Council, European Parliament, Greenpeace e numerosi magazine di divulgazione scientifica.
I suoi lavori, esclusivamente in digitale, sono legati al mondo della natura, dell’ecologia, della scienza e dell’innovazione, alle grandi menti che hanno cambiato il modo di guardare il mondo, ai valori dell’amore e della cultura. I colori sono accesi, vivaci e netti e la sua cifra stilistica è l’essenzialità e la concettualità.
Tra i suoi successi, la partecipazione nel 2017, ai Wellcome Image Awards, con una meravigliosa opera dedicata a Rita Levi Montalcini.

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ph. Rumore studio

 

Daria, la domanda di rito che apre queste interviste con te assume un valore aggiunto: come è nato il rapporto professionale e umano con La Puglia racconta? Tu sei anche l’autrice del logo dell’associazione!

Sono entrata a far parte del gruppo di entusiasti (all’epoca non si era ancora formata l’associazione) tramite una mia cara amica. E poiché appunto eravamo agli inizi, serviva un’identità visiva e ho creato il logo ufficiale.

Il tuo lavoro artistico è concentrato sul web e sui magazine. Com’è stato iniziare a collaborare e a condividere idee e spazi con un collettivo di artisti?

Ho studiato per diventare un’illustratrice che disegna in analogico, poi per tanti anno ho lavorato come grafica pubblicitaria. Arrivare a fare illustrazioni per i giornali è stato molto logico e, nel mio caso, direi organico. La stessa parola “organico” posso usarla anche per descrivere il mio ambiente di lavoro: mi trovo bene con gli artisti che lavorano in digitale e con quei bellissimi pazzi che continuano a lavorare in analogico.

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Il tuo percorso di studi è iniziato nella tua terra d’origine ed è proseguito in Italia: cosa ti ha spinto ad intraprendere questa scelta?

Mi ritengo molto fortunata di aver studiato in Russia ed in Italia. Subito dopo il diploma ho avuto la possibilità di trasferirmi in Italia, paese d’arte per eccellenza; arricchire il mio percorso di studi nella terra di grandi artisti è stato sempre il mio sogno.

Sul tuo sito ti definisci una illustratrice russa in Italia. Avendo avuto modo di vivere e conoscere due realtà geograficamente e culturalmente differenti, cosa ci unisce e cosa ci divide? Cosa hai colto dell’Italia e cosa hai portato della Russia nella tua arte?

Amo moltissimo l’Italia, sono felice di vivere e lavorare qui. Sicuramente il mio percorso lavorativo è diventato molto più ampio, con tutte le esperienze che ho maturato in Italia. Sono circondata dalla bellezza, cose potrebbe essere più utile ad una illustratrice? Viaggio spesso per scoprire nuove fonti di ispirazione, in Italia per me ogni passo è la scoperta di qualcosa di meraviglioso. Cosa porto della Russia? Direi tutta la base solida del nostro sistema di studi, abbastanza rigoroso: il disegno, il colore, la composizione me li hanno insegnati nella mia Patria, ma le sfumature, la gioia, la leggerezza e la sintesi li ho visti e assorbiti come una spugna in Italia.

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Come sei giunta alla scelta di lavorare esclusivamente con la tecnica digitale? Hai sperimentato o prevedi di sperimentare altre tecniche?

Continuo a lavorare in analogico, certamente un po’ di meno di prima. Adesso i tempi, le richieste del cliente, le caratteristiche tecniche di stampa favoriscono il linguaggio digitale, ma il computer per me rimane solo un mezzo come tanti altri, siano essi la matita, la tempera, acquarello.

Nelle tue opere c’è uno sguardo attento e scrupoloso ai temi legati all’attualità, all’ecologia, alla scienza e al progresso, ai valori dell’amore e della cultura. Cosa e chi ispira il tuo lavoro?

Grazie per questa domanda! Il messaggio è importantissimo per me. Visto che all’illustrazione digitale, per la natura del mezzo, spesso manca il calore della mano, il calore del tratto, la poesia rimane spesso solo nel messaggio, quindi in quello che disegni e non nel modo in cui disegni.

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Hai un lavoro che ti permette di incrociare e relazionarti con un ambiente artistico di ampio respiro internazionale. In che direzione viaggia l’arte? Quale il suo futuro in Italia e nel mondo?

Non saprei, non mi considero un’artista. Forse posso immaginare solo il futuro dell’illustrazione digitale e qui mi vengono in mente le parole di un grande esperto italiano dell’illustrazione, Livio Sossi. Secondo lui il picco, il meglio dell’arte digitale applicata all’illustrazione non è ancora avvenuto, sono d’accordo con lui.

Domanda di rito conclusiva: quali sono i tuoi progetti in corso e quali sono i sogni nel cassetto?

Nasco come illustratrice per l’infanzia, fare un giorno un albo illustrato per bambini è il mio sogno più grande.

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E questo è l’omaggio che Daria ha dedicato al formicaio. Un omaggio rappresentativo della forza e della determinazione delle formiche.

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Daria Kirpach qui potete seguire Daria e la sua arte.

Alla prossima!

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