Cose belle · Letture

“Le mamme ribelli non hanno paura”

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Prima di leggere (divorare!) “Le mamme ribelli non hanno paura” di Giada Sundas nutrivo una sorta di stupida e immotivata diffidenza verso tale categoria di libri. Mi dicevo “uhm, sarà la solita storiella piena di luoghi comuni, banale e patetica, ipocrita.” E invece. Il libro della Sundas mi ha letteralmente conquistata dalla prima pagina e l’ho finito in tre sere nette. (Nella mia vita non è mai esistito un periodo di astinenza da “libro sul comodino” anche se attualmente leggo con più lentezza perché i miei momenti di lettura avvengono in orari semi notturni e la palpebra poi finisce per calarmi inesorabilmente dopo una decina di pagine). Mi sono ritrovata a fare le ore piccole leggendo le avventure di questa giovanissima mamma e, giuro, ho riso fino alle lacrime. Una sera le mie risate soffocate nel cuscino hanno svegliato mio marito che mi ha guardata alquanto perplesso. Il dono di questa giovane mamma è racchiuso tutto nella grandiosa capacità di farti ridere a crepapelle e dopo due pagine riuscire a gonfiarti il cuore e gli occhi di commozione. Così, come spesso accade proprio nella vita di ogni madre, le lacrime si confondono e  hanno il gusto della pazza risata e della dolcezza struggente.

Giada ha scritto e dedicato questo libro a sua figlia e ha deciso di farlo nel modo più spontaneo e genuino possibile. Senza censure e senza etichette. E ci è riuscita alla grande. Tra le sue pagine ho rivisto me stessa, da donna in attesa a madre, e ho ritrovato nelle sue parole lo stesso mio smarrimento, la stessa solitudine, la stessa inadeguatezza. Ho ritrovato le domande e le ansie e tutto il meraviglioso e faticoso percorso che una donna intraprende non appena le viene posato sul cuore un minuscolo esserino in lacrime. Un percorso che si trasforma e si evolve giorno dopo giorno.

“…ma un giorno non sei madre e quello dopo si e non hai il tempo di capire come funziona, hai avuto il tempo di preparare la cameretta e di comprare l’Inglesina color terra di Siena, ma non il tempo di ridimensionare la tua esistenza”.

I capitoli dedicati alla gravidanza scorrono esilaranti tra ansie tipo “Sicura che i fusilli non vadano lavati col bicarbonato?” (ah! le donne gravide non immuni alla toxo! Eccomi!) e le voglie impossibili come il gelato alla nocciola a febbraio rapidamente sostituite con le patatine al ketchup. (Mio marito ha girato per bar alla ricerca di un fottutissimo fior di fragola che nessuno aveva nel mese di marzo per poi finire per “accontentarmi” di un bel panino con la mortazza). Per esempio, nella frase “Divenni il cosplayer di Poldo” mi ci sono perfettamente rispecchiata!

Tra le pagine della Sundas, ho ritrovato la me stessa neomamma nei giorni di ricovero in ospedale e ho ripensato con dolcezza a quanto mi sentivo goffa e spaesata ma allo stesso tempo piena di un orgoglio e di una forza indescrivibili. Nel suo libro la presenza del suo compagno di vita si incastra perfettamente tra una risata e un abbraccio. È la figura di un giovane uomo che diventa padre e che cresce, si scopre e migliora sotto gli occhi della sua compagna innamorata.

“Deve essere dura essere padre mentre con un braccio si culla un neonato e con l’altro una mamma stanca”.

Questo è anche un libro di buffe, irresistibili e meravigliose “prime volte”: dal battito del cuoricino, alla prima passeggiata-impresa in solitaria di una neomamma col neonato, la prima visita dal pediatra, alla cacca colossale mollata nel centro commerciale e la successiva impresa nel bagno della nursery, alla prima caduta dal divano, il primo gigantesco spavento e il primissimo sdentato sorriso che ti apre il cuore e ti fa dimenticare in un battibaleno tutta la stanchezza. Quel sorriso che ti fa pensare che ne vale la pena, eccome se ne vale la pena!

Leggendo questo libro-diario ho pensato più volte a quanto fosse incredibile la storia di questi due giovanissimi ragazzi, poco più che ventenni, diventati da un giorno all’altro “adulti” pieni di responsabilità. La realtà è che Giada ha iniziato a sentirsi una madre e una donna migliore quando ha smesso di porsi troppe domande, quando ha smesso di confrontarsi con chi il confronto in realtà te lo nega in partenza, quando ha smesso di colpevolizzarsi, di sentirsi in dovere di mostrarsi sempre felice e perfetta , di rispettare il “manuale della mamma modello”. Ce lo spiega, con assoluta sincerità, quando ha iniziato a ribellarsi e ha semplicemente iniziato ad essere una mamma perfetta per la sua Mya.

“Le mamme ribelli non hanno paura” è un libro da leggere e rileggere. Dedicato a tutte le mamme, in qualsiasi fase e di qualsiasi età, e anche ai papà. Ho iniziato a leggerlo con le lacrime da ridarella impazzita e l’ho terminato con i lacrimoni malinconici ma GRATI. E poi Giada è quel tipo di mamma che mi piacerebbe incrociare per strada o al parchetto e scambiare due chiacchiere in totale disinvoltura e spontaneità, perché, come dice lei stessa, tra mamme (e tra donne in generale) non si è sempre capaci di solidarietà, anzi noi donne (e le mamme ancora di più) riusciamo a diventare delle vere stronzette e questo è un grande e vero peccato.

ps. Giada, se mai per caso, ti ritroverai a leggere questo post, sappi che organizzo “attività psico-sticazzi-sensoriali divise per età” ma allo stesso tempo riempio il bidet di acqua e sapone e organizzo spassosissimi pool party di animaletti e fatine. (Il pool party è un salva vita, nonostante il bagno semi allagato).

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