Cose belle · Letture · Storie

Cose belle a Gennaio

Gennaio, sei stato un mese un po’ dispettoso, forse capriccioso. Sei stato, per metà, un mese bianco che più bianco non si può. E perdonatemi si, se parlo ancora di neve, ma oltre alla solita tiritera (ormai superata direi), secondo la quale “al sud la neve è un evento”, la neve che è caduta sulla mia terra murgiana è stata epocale ed è vero che noi meridionali non siamo fatti per la terra gelata, perchè io dopo tre giorni ero abbondantemente stufa di tutto quel bianco. Dopo tre giorni la neve è romantica e poetica solo sui tetti. Sei stato un mese di apprensione per le preoccupazioni e i mille pensieri e la maledetta lontananza. Sei stato un mese di presa di coscienza che il tempo scorre sempre troppo in fretta e questa non è mica una novità,certo. Ma è la presa di coscienza col cuore di mamma che adesso possiedo. Sto parlando del modulo di iscrizione alla scuola d’infanzia. È rimasto sul mobile d’ingresso per una settimana in attesa di essere compilato dalla mano sentimentale di una mamma alla quale le sembra ieri di aver rotto le acque. Eh sì, concedetemelo dai. È come quando era nella mia pancia e stavano terminando i mesi, era bello averla con me ma allo stesso tempo non vedevo l’ora di conoscerla. Sono felice e curiosa per la nuova avventura che inizieremo a settembre,(anche se alla riunione di presentazione alcune mamme mi hanno fatto già venire i capogiri, ma questa è un’altra storia).

In una delle passeggiate dall’andamento marziano per le vie del mio paesello mi sono imbattuta sul concetto di neve pugliese: 

                                                                                   

A gennaio ho incominciato la lettura di un romanzo che desideravo  leggere da anni, trattasi de “Le correzioni” di Johathan Franzen.

Non ho ancora terminato le 600 e passa pagine e non ho ancora compreso, a più di metà libro, se mi piace davvero. Di certo mi affascina, pagina dopo pagina, sembra trascinarti in un baratro di autodistruzione o rinascita dei protagonisti. Madre e padre e i tre figli, personaggi traviati, confusi, disperati.  È un romanzo macchinoso, a tratti delirante, irriverente e umano. Appena lo terminerò saprò se avrò voglia di leggere un altro Franzen. Chi di voi l’ha letto? 

Un libro del quale mi sono letteralmente innamorata e che custodirò tipo reliquia è questo: 


È bastata la copertina (in tessuto!) a farmi battere il cuore. Chiaramente è un libro gioiello da esporre in primo piano in libreria. È la personale e poetica visione dell’illustratore Benjamin Lacombe. 

Frida, queste cinque lettere sono sinonimo al contempo di tutto un mondo,di un universo singolare,di una cultura,di un mito, e non hanno nemmeno più bisogno del cognome.chi avrebbe mai immaginato che la piccola Magdalena Carmen Frida Kahlo Calderon, nata nel piccolo villaggio di Coyoacan, alla periferia di Città del Messico, sarebbe diventata una delle pittrici più famose della storia della pittura e la più famosa del suo tanto amato Messico?

Le illustrazioni meravigliose sono accompagnate dai testi di Sé astien Perez e ripercorrono la vita di Frida suddividendola in “tematiche” che simboleggiano il suo mondo e il suo modo di essere. L’incidente, la medicina, la terra,la fauna,l’amore,la morte,la maternità, la colonna spezzata, la posterità. Tutto affrontato con poesia e delicatezza, con forza e passione. È un libro di illustrazioni e Lacombe ha ritratto la sua Frida richiamando simbologie del mondo mitologico, della cultura messicana e dell’autentico e originale modo di esistere di Frida.  Un piccolo capolavoro da regalare o regalarsi, perchè frida non smette mai di insegnarci qualcosa. 

E infine, un altro gioiellino,ma musicale,  è l’ultimo album di Brunori Sas, “A casa tutto bene”. 


Sia detto che conosco Brunori da poco tempo, conoscevo qualche suo pezzo ma mai mi ci ero soffermata con la giusta attenzione. Poi, mi capitò di guardare in TV “Una società a responsabilità limitata”, un viaggio fisico e simbolico che Brunori ha fatto con Neri Marcorè, attraversando luoghi, persone, ricordi, canzoni e parole e mi ha convinto e incuriosito,con la sua sagoma capelluta e l’aria un po svampita ed il mondo che si porta dentro e che trasforma in musica. Dicono che questo sia l’album della sua maturità da cantautore e io, che non sono un critico musicale, posso solo affermare che è un album bellissimo. Lo so, è un aggettivo banale ma è la prima cosa da mettere in chiaro, per una come me, profana ma amante della poesia musicale e del cantautorato. Un album da ascoltare con le orecchie tese, un album umano, con tutto il carico positivo e negativo che l’umanità si porta dietro,a volte un fardello altre un mantello per poter sperare e ricominciare. È un album che inizia con una domanda che non lascia scampo,un album che rifiuta “l’imperativo di rimuovere il dolore”, che “il dolore serve proprio come serve la felicità”, un album che urla la verità delle nostre paure, della mancanza di coraggio a rinunciare alle abitudini, alle sicurezze e anche ai pregiudizi. È un lavoro forte, di denuncia e sdegno ma allo stesso tempo colmo di fiducia e speranza, magari senza più spensieratezza ma con più consapevolezza.  C’è la ricerca eterna di un senso da dare ad una vita che va vissuta e non solo pensata, c’è la voglia di ascoltare il punto di vista dell’altro, c’è l’uomo  che attraversa le stagioni e si riconsegna al mare, ci sono la metropoli e la provincia,  nonno Michele e il nipote Francesco, c’è il don Abbondio che è in ognuno di noi. C’è lo sguardo di Brunori sulla realtà,sguardo amaro che però conserva l’animo fanciullesco di chi spera, in fondo,di poter “salvare il mondo con un pugno di poesie”.  

E poi c’è anche Frida in questo album, nella struggente e bellissima “Diego e io; “Canzone contro la paura” che forse è la mia preferita, è un vero e proprio manifesto e un’ode alla sua musica e al suo modo di vedere il mondo; “La vita liquida” e “La vita pensata” sono altre due chicche. “La verità ” e “L’uomo nero” sono un pugno nello stomaco così come l’amara “Don Abbondio”.  Sono tutte canzoni che restano nel cuore, “che lo capisci subito appena le senti”. 

Alla prossima!

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3 thoughts on “Cose belle a Gennaio

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