Storie

Svegliarsi all’alba e preparare una torta

Ieri è stata una di quelle giornate in cui il livello di pazienza e tolleranza ha rasentato livelli ai minimi storici. Gente maleducata, corriere inaffidabile e Formichina in versione super “piccio” [dicesi piccio (termine prettamente pugliese e quasi intraducibile) quello stato d’animo che, senza una ragione ben precisa, ti rende inquieta/capricciosa/insostenibile]. Una di quelle giornate nelle quali ti piomba la stanchezza (fisica e non) tutta insieme, nelle quali pensi che finora hai sbagliato tutto ed è solo ed esclusivamente colpa tua se poi tua figlia ha certi atteggiamenti, nelle quali pensi che, porca miseria, sei un essere umano e hai bisogno di volerti più bene. (ma a quanto pare, ieri, anche la sosta fugace dall’estetista sembrava un diritto che non mi spettava per nessuna ragione al mondo).

Di quanto Formichina sia la mia gioia più grande ed essere la sua mamma è l’avventura più bella che mi sia capitata, è inutile ricordarmelo. Ma è bene ricordare a me stessa che devo respirare e che le giornate no capitano a tutte le mamme normali e soprattutto sincere (lieve tono sarcastico). E ricordarmi che si, sono una mamma, ma sono anche una donna e ancor prima un essere umano e che non sempre si riesce ad incastrare tutto in una giornata. I figli  hanno la capacità di donarti una valanga di energia e allo stesso tempo di levartela tutta, fino all’ultima briciola. Se qualche mamma mi sta leggendo forse starà annuendo, forse si sentirà confortata.

(In ogni caso, dopo una mattina e ancor di più un pomeriggio di lagne/capricci/pianti isterici, la serata poi è trascorsa in leggerezza per fortuna mia e dei miei nervi)

Stamattina ho aperto gli occhi alle primissime luci dell’alba. C’era ancora la luna piena in tutta la sua bellezza. Layla, silenziosa, mi ha seguita in cucina. Ho tirato fuori gli ingredienti, ho controllato in frigo la ganache al cioccolato bianco preparata ieri, caricato una lavatrice, bevuto un buon succo. Mi sono messa all’opera per la torta di compleanno della mia metà del cuore, nella speranza che venga bene e sia gustosa. La cucina odora di limone, latte e zucchero. È spuntato il sole e i falchi grillai si salutano. C’è una bella luce e i miei più grandi amori dormono serenamente. Ho preparato la crema al latte e, mentre si raffredda, scrivo perchè mi rilassa, perchè è un momento prezioso tutto per me.

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 ps. Ricordarsi che la ganache al cioccolato bianco non va d’accordo con il mese di agosto. I frutti di bosco si sono ribellati abbastanza, ma, nonostante tutto, la torta è venuta buonissima, le candeline sono state spente (Formichina ci aveva preso gusto ovviamente), e abbiamo passato una bella e allegra giornata tutti insieme in famiglia!

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